Microcredito di inclusione sociale

Solo qualche anno fa la parola “microcredito” evocava una esotica miscela di innovazione sociale, esotica e buonista, buon espediente per un premio ma non esattamente adeguata alle evolute società occidentali.

Oggi abbiamo imparato la lezione su questa invenzione che ha mostrato di esprimere il suo potenziale anche nelle società occidentali “avanzate” : abbiamo constatato gli effetti del microcredito con imprese che non avrebbero mai visto la luce, nuovi posti di lavoro, crescita della consapevolezza individuale sui limiti della finanza, nascita di reti di mentoring che supportano gli imprenditori… è nato un nuovo mondo.
Nuovi imprenditori, posti di lavoro creati, accompagnamento offerto… tutto questo è il lato visibile della luna, l’altro è il meno noto microcredito alla persona.
Per svariate ragioni il microcredito personale non ha raggiunto la stessa notorieta’ di quello all’impresa, non è un target dei programmi europei, è assai meno mediatico e rispettato, è appena sussurrato nei corridoi, con un po’ di vergogna, può essere bersaglio delle peggiori accuse anti-sociali: è strumento del diavolo, credito al consumo “mascherato”!
Il volto nascosto della luna rivela la stessa distanza dalla terra: ha origine dallo stesso segmento sociale della popolazione che si serve del microcredito all’impresa, gli esclusi, i non bancabili o semi-bancabili; BoP e’ la Base della Piramide che nella nostra società necessita di accedere al credito e non riesce.
Questo credito è finalizzato a sostenere pratiche commerciali? È un modo per vendere più prodotti? No: è un aiuto ai bisogni familiari, agli eventi, agli incidenti; è l’unico strumento disponibile per ridurre l’esclusione finanziaria di questo fragile segmento di popolazione, un modo per conquistare almeno una parte di ciò che è ordinario per molti:

  • Spese legate alla sistemazione della casa
  • Mezzi di trasporto necessari e patenti
  • Eventi familiari positivi ed emergenze negative come incidenti o difficoltà temporanee
  • Eventi legati alla famiglia rimasta nel paese d’origine
  • Persone con disabilità
  • Bisogni educativi ed emergenze medico-sanitarie

 

Nessun società di credito ordinaria, nessuna banca includerebbe queste persone e questi bisogni nelle proprie griglie; non ci sono tv, apparecchi elettronici, bici… non c’è nemmeno un venditore convenzionato con cui dividere i proventi…inoltre non vi e’ contratto di lavoro a tempo indeterminato né garanzie di entrate future, non vi sono lavori formali e permanenti, e questo è sufficiente a cancellare ogni sospetto del peggior travestimento, quello di un temibile prestatore di soldi alla ricerca di profitti anche nel segmento sub-premium (ricordate?) con falsa veste sociale.

Al contrario, questo è un Credito alla Speranza, un supporto al progresso, destinato all’inclusione finanziaria della famiglia (allargata) degli imprenditori serviti dal microcredito all’impresa: mi piace chiamarlo Credito Personale di Inclusione Finanziaria (Financité l’ha definito “Credito Personale Inclusivo e Accessibile”) finalizzato a bisogni primari (casa, salute, lavoro, istruzione) o alle emergenze di persone escluse per insufficiente storico creditizio o posizione lavorativa precaria.

Il lato nascosto della luna rivelerà che questi crediti sono offerti a famiglie a basso reddito, a prezzi di mercato e senza garanzie, da un operatore sociale di credito che lotta contro alti costi operativi, scarse informazioni, necessità di autocostruire un modello di scoring (vuol dire analizzare un congruo numero di perdite storiche….), volonta’ di fornire servizio professionale insieme a educazione finanziaria, in un contesto di costosissimo allineamento alle regole della banca centrale, in una Europa labirintica dove non si trovano due paesi che abbiano lo stesso quadro normativo.

Gli operatori di credito sono costruttori di speranze che cercano intensamente di far coesistere impatto sociale e sostenibilità, promuovendo il microcredito presso segmenti di popolazione piccoli e sparsi (pensate ai migranti, decine di lingue, nessun mezzo di comunicazione condiviso, nessun legame tra diversi gruppi o comunità…), fornendo assistenza e alfabetizzazione finanziaria, unici strumenti efficaci per la coesione, l’inclusione sociale e la prevenzione all’usura.

Gli operatori di Credito Personale di Inclusione Finanziaria strutturano un processo di:
Analisi dettagliata della situazione economico-finanziaria della famiglia (documenti di reddito, tracciamento delle entrate e uscite familiari, valutazione della capacità di risparmio, supporto in caso di sovra-indebitamento)
Controllo delle referenze e garanzie morali
Educazione e coscienza finanziaria

Dopo alcuni anni di indifferenza, ora assistiamo a una maggiore presa di coscienza quanto all’efficacia del Credito di Inclusione Sociale:

Olivier Jérusalmy, Financité
“Un sondaggio ai richiedenti credito che hanno accresciuto la propria mobilità è stato condotto per verificare il processo. Ne è risultato che circa la metà ha avuto la possibilità di accedere o mantenere il proprio lavoro grazie al prestito.”

https://www.financite.be

CAPIC Cooperation for Affordable Personal Inclusive Credit
“il microcredito sociale (anche noto come microcredito personale) è uno strumento che permette agli esclusi dal credito bancario di beneficiare di piccoli prestiti con supporto personalizzato. Il microcredito personale appare come uno strumento rilevante nella lotta all’esclusione finanziaria, povertà ed esclusione sociale.
Quando il microcredito è ben garantito e accompagnato da un adeguato mentoring, questo strumento produce effetti preventivi contro il meccanismo del sovra- indebitamento perché: offre un credito adeguato, con un basso rischio di mancato pagamento, i conti familiari migliorano grazie a vari consigli e il soggetto impara a calcolare il necessario per la restituzione.”

http://www.emnconference.org/archives/personal-microcredit-capic_en.php

Perrine Lantoine-Rejas, Fédération Nationale des Caisses d’Epargne
“L’obiettivo in evidenza tra quelli generali del microcredito personale è quello di guadagnare o riguadagnare sicurezza nella gestione finanziaria autonoma. Non dobbiamo abbandonare persone in difficoltà, a rischio di marginalizzazione e sull’orlo della disperazione.”

https://www.linkedin.com/in/perrinelantoine

François Soulage, del Secours Catholique
“Un fattore essenziale di inclusione. Abbiamo scelto di collaborare con le banche perché il microcredito può essere un primo passo per coloro che sono esclusi.”

http://yvelines.secours-catholique.org/Le-microcredit-personnel-un-outil

Christian Bevacqua, Fondazione Raggio di Luce
“Non confondiamo il microcredito con il credito al consumo, che crea danni ai nostri beneficiari, non analizza i loro bisogni e non è attento alla loro situazione sociale ed economica.”

http://www.unraggiodiluce.org/?contenuto=chi_siamo

Infine, quale il possibile ruolo delle banche dove si parla di soggetti non-bancabili? Sembra una contraddizione, al contrario le banche possono avere un ruolo utile nell’indirizzare gli esclusi verso il microcredito, anche se per ora solo una minoranza di istituti bancari ha compreso il grande potenziale del circolo virtuoso che chiamerei “da scartati a clienti bancari a spese dell’operatore di credito sociale”:
le informazioni degli individui che si sono rivolti al credito bancario e sono stati rifiutati dovrebbero essere trasferite agli operatori di credito sociale
l’operatore di credito sociale opererà una propria selezione, fornirà dei servizi, verificherà conti e referenze e, in alcuni casi, approverà la richiesta
un nuovo conto sarà aperto presso la banca cooperante e l’ammontare del credito richiesto sarà trasferito sul conto
in futuro il cliente potra’ accedere a ulteriori prodotti di risparmio, mutui, carte…

Diversi modelli sono in uso per testare la scarsa volontà delle banche nell’indirizzare al microcredito personale:
il modello “integrato” è rappresentato dall’esempio di MicroBank, una sussidiaria di La Caixa dedicata al microcredito, che è offerto direttamente all’interno delle agenzie Caixa da consulenti di business, appositamente formati su criteri prestabiliti
un altro modello, definito “semi-integrato” e’ offerto da Parcours Confiance, di Caisse d’Epargne dove consulenti specializzati non bancari accolgono, selezionano e garantiscono i clienti, il cui prestito e’ erogato sul portafoglio della banca
il modello di “partenariato” rappresentato da PerMicro in Italia, che prevede un’ ampia sinergia tra banche e operatore di credito, finalizzata all’evoluzione verso la piena bancabilita’ di soggetti altrimenti esclusi, sinergia che integra sia il supporto finanziario per la provvista che utili elementi di collaborazione commerciale, nei due sensi: un nuovo correntista della banca, affidato dall’operatore di credito sociale. Non e’ complicato, si puo’ fare con triplice successo, del cliente, della banca e del credito sociale.

Corrado Ferretti
26 aprile 2016

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